Lettera Pastorale “Celebrare la Speranza”

Dall’orlo del mantello al costato trafitto

INTRODUZIONE
Il cammino pastorale della nostra diocesi è tracciato a partire dal 4 agosto 2015, festa del S. Curato d’Ars, quando con la mia “Lettera ad un giovane parroco”, primariamente indirizzata alla riflessione del clero, indicavo sulla linea della EG un percorso triennale di riflessione sulla Pastorale Fondamentale, che si conclude quest’anno con il tema della Liturgia.
Dicevo allora: “i tre fondamenti della pastorale fanno riferimento alle tre Virtù Teologali. Il Catechismo ci insegna infatti che la vita del credente poggia sulla Fede, sulla Speranza e sulla Carità. Costruire così la vita dei credenti, compito fondamentale della pastorale, comporta che la nostra azione si articoli in vista della crescita della fede nella Evangelizzazione e Catechesi. Si rafforzi in un cammino di educazione ed esperienza di Carità. E renda visibile e sperimentabile attraverso l’esperienza della Liturgia ciò che noi speriamo” (LGP).
Ecco il titolo scelto per quest’anno pastorale: “Celebrare la speranza”, che vuol centrare l’attenzione sulla liturgia vissuta nella celebrazione, ed in particolare nella Celebrazione Eucaristica domenicale, con la finalità di rafforzare in noi la virtù teologale della Speranza. “La celebrazione liturgica della Chiesa infatti, prima di tutto e più di tutto, è vissuta per aprire il nostro sguardo sulla vita e sul futuro beato. Chi celebra la Liturgia educa lo sguardo contemplativo, che sa vedere Dio in azione nella nostra vita e contemplare le prospettive eterne che il nostro cammino sulla terra ci apre” (LGP).
La riflessione che ci attende dovrà perciò educare quello sguardo contemplativo sul presente e sul futuro, già indicato lo scorso anno come frutto maturo di una efficace azione di evangelizzazione e catechesi, di cui oggi abbiamo particolare bisogno.

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