Preghiera di Consacrazione alla Mater Misericordiae

Pronunciata dal vescovo mons Silvio Cassulo il 16 novembre 1952 dopo la solenne Delibera del Consiglio Comunale del giorno precedente.

Tu sai o Maria, Madre nostra, Madre della Misericordia, perché tutti noi figli di Macerata siamo qui fissando il nostro sguardo nei Tuoi occhi misericordiosi. Siamo certi che Tu stessa hai suggerito al Tuo popolo il voto che oggi abbiamo la gioia di rinnovare. Degnati dunque di gradire l’ossequio che Ti prestiamo, con tutto lo slancio del nostro amore filiale, proclamando Tua la nostra città di Macerata, “Città di Maria”.

È questa la nostra gratitudine per un passato di grandi favori da parte del Tuo cuore misericordioso. È questa la nostra fiducia: che anche in futuro saremo un popolo da Te prediletto. Per questo a Te affidiamo le nostre persone, la nostra vita, le nostre famiglie, le nostre cose e particolarmente raccomandiamo alla Tua misericordia la nostra eterna salvezza.

Vigliamo consacrata al Tuo Cuore Immacolato la nostra Città e come tale ci impegniamo a conservarla in ogni sua manifestazione di vita, curando la devozione al Tuo santo nome e promuovendo con tutte le forze il Tuo culto. Nelle famiglie, con la recita del santo rosario e nella vita cittadina con forme pubbliche di devozione mariana, per essere sempre all’avanguardia nell’onorarti.

E Tu guardaci con la Tua consueta materna benevolenza, custodendo nei secoli la fede, i costumi e la pietà del popolo a Te devoto.

Nel Tuo nome, o Madre di Misericordia, l’Autorità civile e quella ecclesiale procedano sempre in armonia di intenti, per il vero bene comune.

Sotto il Tuo manto materno si continui la formazione di santi sacerdoti. Come san Vincenzo Maria Strambi siano apostoli della Tua gloria e della Tua misericordia, come Padre Matteo Ricci siano evangelizzatori e missionari, sempre servitori fedeli dei Tuoi figli, specialmente dei più poveri e fragili.

Ispira alla Tua Città pensieri di pace, di giustizia, di carità, sempre docili alla guida paterna e saggia del Papa.

Sulla Tua Città, sopra questa diletta Macerata, giorno e notte, di generazione in generazione, siano costantemente rivolti i Tuoi occhi misericordiosi… o Clemente, o Pia. o Dolce Vergine Maria.

Amen.