Nel territorio diocesano la crisi si è cominciata ad avvertire già prima del periodo estivo (cassa integrazione per l’80% delle ditte del circondario, licenziamenti, mobilità, ferie anticipate ed obbligate, mancato rinnovo di contratti a termine) colpendo indistintamente tutti i settori commerciali; grazie alla indennità di disoccupazione, a piccoli risparmi che le famiglie erano riuscite ad accantonare, a lavori svolti in nero per brevi periodi, che hanno permesso di avere della liquidità, il fenomeno è emerso in maniera forte alla fine dello scorso anno e si è appena vista solo la punta di un iceberg. Riscontri ne abbiamo avuti a partire dal mese di novembre 2008 e a tutt’oggi si sta manifestando pienamente; si consideri che nel Centro di Ascolto Diocesano (CdA) diocesano nell’anno 2006 ci sono state 9 richieste per interventi economici, nell’anno 2007 solo 6, una decina nei primi undici mesi del 2008, mentre già 10 sono le richieste tra dicembre ‘08 e marzo ‘09.
La tipologia di questi ultimi interventi, a differenza dei “normali” interventi, riguardano importi di molto superiori alle somme normalmente richieste relativi a molti mesi di affitto non pagati, con alcune famiglie a rischio di sfratto, arretrati di canoni acqua di un anno e più di insolvenza, ed in alcuni casi con interruzione della fornitura, di bollette gas ed Enel elevate a causa di conguagli, e questo denota che gli stessi lavoratori sono sempre stati con la speranza purtroppo andata delusa, che la crisi passasse e che una volta ripreso il lavoro avrebbero potuto far fronte alle spese accumulate. Non a caso molti utenti sono del tutto nuovi per i nostri centri.
Anche le richieste di aiuto per la ricerca di lavoro sono aumentate e purtroppo la rete di contatti creata in diversi anni sta perdendo le maglie e non si riesce a volte nemmeno a dare la speranza di un futuro migliore.
Tale situazione ha fatto registrare un notevole aumento di passaggi presso i centri distribuzione viveri e vestiario con richieste di alimenti e abbigliamento, del pagamento di utenze domestiche e, cosa nuova e preoccupante, del pagamento dei buoni pasto mensa per i bimbi che usufruiscono di questo servizio nelle loro scuole e del trasporto dello scuolabus.
Nella prassi operativa del CdA diocesano, per quanto possibile si rimanda ai parroci i casi circoscritti alla loro parrocchia, con la speranza che sia attiva al suo interno un centro Caritas capace di farsene carico, mentre per i casi più urgenti e/o dove sono a rischio intere famiglie e dove è a rischio la perdita dell’abitazione ecc., i casi vengono presi in carico dallo stesso centro diocesano che dopo un’attenta verifica e con la collaborazione se possibile dell’ente pubblico (sevizi sociali del comune, dell’ASUR, ecc) e sempre della parrocchia di appartenenza, attua un progetto di intervento.
E’ chiaro che le possibilità di cui disponiamo sono limitate e non ci permettono di attuare questo metodo con tutti.
Con le offerte raccolte durante la Quaresima di carità si andrà ad incrementare il fondo già esistente da utilizzare per le situazioni sopra descritte; è allo studio anche un progetto di “MICROCREDITO” da poter attivare con istituti di credito presenti sul territorio diocesano. Tale intervento si affiancherà a quello che la Chiesa Italiana ha deciso di attuare a partire dalla colletta nazionale del prossimo 31 maggio.
Per dare il proprio contributo: Versamento su CCP n. 121470054 o Bonifico bancario presso Banca Marche IBAN: IT40 R 06055 13401 000000019866 intestati a Caritas Diocesana Macerata, causale: sostegno famiglie.
Caritas Diocesana Macerata
