A seguito della crisi economica internazionale che ha investito anche l’Italia, la Conferenza Episcopale Italiana ha avviato la costituzione di un fondo nazionale straordinario di garanzia orientato alle necessità delle famiglie in difficoltà, indicendo una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 31 maggio.
Si tratta di un’iniziativa che vuole rispondere alle esigenze del momento presente, come segno di quella carità che anima la Chiesa, affiancando l’attività ordinaria delle Caritas diocesane, ossia ai servizi strutturati di pronto intervento e alle iniziative di accoglienza rivolte a diverse tipologie di emarginazione. Le Caritas nelle diverse diocesi hanno già avviato azioni di sostegno nell’emergenza della crisi, coinvolgendo le comunità ecclesiali e tutti gli uomini di buona volontà, per rispondere alle richieste di sostegno economico avanzate da chi viene a trovarsi nell’emergenza per mancanza di lavoro, insufficienza del reddito, imprevisti sanitari, difficoltà legate a mutui o al pagamento delle utenze abitative.
Queste sono le richieste a cui sempre maggiormente anche i nostri centri di ascolto si trovano a dover gestire, con o senza il supporto dell’ente pubblico, e, anzi, a volte in sostituzione di questo.
L’iniziativa dei Vescovi italiani, a cui è stato dato il titolo di “Prestito della Speranza”, avrà i suoi effetti a partire dal 1° settembre p.v., e si rivolge a specifici soggetti in difficoltà: “I destinatari sono le famiglie che abbiano perso l’unico reddito, con almeno tre figli oppure segnate da situazioni di grave malattia o di disabilità. Si può ritenere che il numero delle famiglie in queste situazioni si aggiri tra le venti e le trentamila. La scelta di concentrarsi sulla famiglia ha in sé un valore educativo e promozionale. Inoltre, essendo un ambito limitato, permette di ottimizzare le risorse disponibili, che sono comunque contenute, ed evita azioni di supplenza rispetto ai compiti dello Stato.”
Ci sembra importante evidenziare che l’iniziativa richiede il coinvolgimento della comunità cristiana, non solo in ordine alla generosità in euro, ma anche in ordine alla solidarietà e alla condivisione delle situazioni di “momentanea povertà”. Infatti il ”prestito” non sarà la mera assegnazione di un fondo mensile, ma richiederà l’accompagnamento delle famiglie in forma di tutoraggio, dando sostegno ai soggetti richiedenti, con la prospettiva di contribuire alla rimozione delle cause che hanno generato il bisogno.
Siamo sicuri che l’esempio di San Giuliano Ospitatore saprà rendere disponibili le nostre famiglie a farsi “traghettatori” di chi, ora in difficoltà, si avviano verso un tempo di ripresa, che seppur difficoltoso, sarà orientato a nuovi stili di vita che coinvolgerà tutti.
Marina Rinaldi e Mario Bettucci
Co-Direttori Caritas Diocesana Macerata
