I nuovi “sconosciuti”

Chi ci sarà là fuori? E’ la domanda che frequentemente mi pongo quando viaggiando in treno, con la tendina tirata giù per non infastidire qualcuno che vuol dormire, non riesco a vedere ciò che si trova all’esterno. Questo filtro mi impedisce di guardare direttamente e allora ho due possibilità: o immagino cosa c’è (e ciò presuppone “voglia”) o “chiudo” la mia mente e mi assopisco anche io. C’è sempre bisogno di un “qualcosa” di tangibile, di una tendina, per non riuscire a percepire cosa c’è accanto a noi? Cosa ci impedisce di conoscere i volti e i nomi di chi si trova in uno stato di bisogno? La “povertà” che ci circonda, riguarda anche me? Quale filtro, quale “tendina” ci impedisce di vedere? Molte le risposte che ognuno può dare. Una su tutte potrebbe essere l’indifferenza; il pensiero che “se non riguarda me o i miei cari non sono cose di cui mi devo preoccupare”, “tanto ci sarà qualcuno, come la Caritas, che se ne occuperà” dilagano tra le persone. E allora un invito: proviamo a rivolgerci ai vari centri di ascolto, alle associazioni presenti sul territorio per vedere, “abbracciare”, per accompagnare coloro che a volte riusciamo solo ad immaginare. Un primo passo che non ci lascerà indifferenti. Il contatto si tradurrà, inevitabilmente, in impegno. Un impegno che potrà concretizzarsi in vari modi: in un’adozione a “vicinanza” di una famiglia, nell’ascolto delle persone, accompagnandoli illuminati dall’insegnamento di Gesù “Voi stessi date loro da mangiare”. La vita inizierà ad illuminarsi di una luce nuova, sincera, potente e senza filtri. I nostri occhi si apriranno e noi non potremmo più rimanere indifferenti. Conoscendo veramente la realtà che ci circonda, ci indigneremo e, pacificamente, insieme “lotteremo” affinché anche coloro che vengono definiti “ultimi” abbiano voce e non debbano più nascondere le loro difficoltà. Un’indignazione che non farà più vedere solo le conseguenze di una crisi (ovvero la povertà) ma ci aiuterà a capirne le origini spesso lontane dai luoghi in cui abitiamo. Una “vista potenziata” ci permetterà di conoscere altre situazioni più grandi, globali e scopriremo che esistono molte persone nella nostra Diocesi e in tutto il mondo che come noi “lottano” per sconfiggere le povertà risalendo alle cause; scopriremo, inoltre, che nel 2000 ben 189  capi di stato, anche a nostro nome, si sono impegnati per sconfiggere radicalmente le povertà, assegnandosi 8 obiettivi da raggiungere entro il 2015. Una dichiarazione epocale che purtroppo, per vari motivi, ha trovato una corrispondenza parziale nella realtà. Consapevoli che le parole e le belle promesse non bastano al raggiungimento di questi improrogabili traguardi, tutti insieme, unendo il nostro impegno, vogliamo ricordare a chi governa che tanto resta da fare. Più saremo e più la nostra voce sarà forte e arriverà lontana. L’appuntamento, quindi, da non dimenticare è per venerdì 17 Settembre alle ore 12 presso la sala consiliare del Comune di Macerata. Convinti che tutti siamo responsabili di ciò che ci accade intorno, insieme urleremo “stop alle povertà”.

e.r.

Chi ci sarà là fuori? E’ la domanda che frequentemente mi pongo quando viaggiando in treno, con la tendina tirata giù per non infastidire qualcuno che vuol dormire, non riesco a vedere ciò che si trova all’esterno. Questo filtro mi impedisce di guardare direttamente e allora ho due possibilità: o immagino cosa c’è (e ciò presuppone “voglia”) o “chiudo” la mia mente e mi assopisco anche io. C’è sempre bisogno di un “qualcosa” di tangibile, di una tendina, per non riuscire a percepire cosa c’è accanto a noi? Cosa ci impedisce di conoscere i volti e i nomi di chi si trova in uno stato di bisogno? La “povertà” che ci circonda, riguarda anche me? Quale filtro, quale “tendina” ci impedisce di vedere? Molte le risposte che ognuno può dare. Una su tutte potrebbe essere l’indifferenza; il pensiero che “se non riguarda me o i miei cari non sono cose di cui mi devo preoccupare”, “tanto ci sarà qualcuno, come la Caritas, che se ne occuperà” dilagano tra le persone. E allora un invito: proviamo a rivolgerci ai vari centri di ascolto, alle associazioni presenti sul territorio per vedere, “abbracciare”, per accompagnare coloro che a volte riusciamo solo ad immaginare. Un primo passo che non ci lascerà indifferenti. Il contatto si tradurrà, inevitabilmente, in impegno. Un impegno che potrà concretizzarsi in vari modi: in un’adozione a “vicinanza” di una famiglia, nell’ascolto delle persone, accompagnandoli illuminati dall’insegnamento di Gesù “Voi stessi date loro da mangiare”. La vita inizierà ad illuminarsi di una luce nuova, sincera, potente e senza filtri. I nostri occhi si apriranno e noi non potremmo più rimanere indifferenti. Conoscendo veramente la realtà che ci circonda, ci indigneremo e, pacificamente, insieme “lotteremo” affinché anche coloro che vengono definiti “ultimi” abbiano voce e non debbano più nascondere le loro difficoltà. Un’indignazione che non farà più vedere solo le conseguenze di una crisi (ovvero la povertà) ma ci aiuterà a capirne le origini spesso lontane dai luoghi in cui abitiamo. Una “vista potenziata” ci permetterà di conoscere altre situazioni più grandi, globali e scopriremo che esistono molte persone nella nostra Diocesi e in tutto il mondo che come noi “lottano” per sconfiggere le povertà risalendo alle cause; scopriremo, inoltre, che nel 2000 ben 189  capi di stato, anche a nostro nome, si sono impegnati per sconfiggere radicalmente le povertà, assegnandosi 8 obiettivi da raggiungere entro il 2015. Una dichiarazione epocale che purtroppo, per vari motivi, ha trovato una corrispondenza parziale nella realtà. Consapevoli che le parole e le belle promesse non bastano al raggiungimento di questi improrogabili traguardi, tutti insieme, unendo il nostro impegno, vogliamo ricordare a chi governa che tanto resta da fare. Più saremo e più la nostra voce sarà forte e arriverà lontana. L’appuntamento, quindi, da non dimenticare è per venerdì 17 Settembre alle ore 12 presso la sala consiliare del Comune di Macerata. Convinti che tutti siamo responsabili di ciò che ci accade intorno, insieme urleremo “stop alle povertà”.

e.r.

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