“O la va o la spacca”

La Caritas diocesana di Macerata osservando costantemente l’evolversi delle povertà riguardanti il proprio territorio, attraverso la collaborazione dei Parroci e dei volontari dei centri di ascolto presenti in ogni vicaria, ha notato un continuo aumento del ricorso “al gioco a pagamento” da parte di molte persone, soprattutto italiane, con un’età che oscilla dai 16 fino ai 60-65 anni.

E’ importante subito chiarire che nella maggior parte dei casi si ricorre al gioco “legale” ovvero il lotto, il super – enalotto, le scommesse on line e all’uso delle onnipresenti slot-machine.

E’ altrettanto importante dire che, dietro al ricorso al “gioco a pagamento” spesso non c’è solo un unico motivo, magari quello economico, bensì una “vulnerabilità complessiva” della persona che cerca un riscatto immediato a bisogni sicuramente profondi; altrimenti ai più sembrerebbe quasi paradossale che in un momento come questo, in cui la crisi economica ha colpito e continua a farlo in maniera importante il reddito e i risparmi delle famiglie, si ricorra ad una “spesa” inutile ed evitabile.

E invece, proprio nei momenti in cui la situazione economica, relazionale, lavorativa, psicologica  personale o familiare iniziano a scricchiolare o a scivolare verso serie difficoltà, alcune persone cominciano a pensare che con una “piccola scommessa”, una “piccola spesa” tutto può ritornare come prima o forse ancor meglio di prima.

La “piccola spesa” fatta magari con il presupposto “o la va o la spacca” diventa, però, gradualmente sempre più grande: lo stipendio (quando c’è) inizia ad assottigliarsi nettamente tanto da non riuscire più a far fronte alle esigenze quotidiane; si da fondo quindi ai risparmi, anche quelli familiari, che vengono così ridotti o esauriti. Si arriva perfino a chiedere un prestito e nel peggiore dei casi a vendersi tutto. Questo circolo vizioso, appena accennato, porta con sé non solo conseguenze sul piano economico ma anche su quello lavorativo, relazionale e psicologico. Frequentemente emergono, dai racconti delle persone ascoltate, divorzi e separazioni a causa di debiti da gioco; una vita con delle difficoltà che si cerca di risolvere con un semplice “gioco” diventa sempre più priva di senso e sempre più in salita.

A tutto ciò si fa davvero fatica a vedere una via di uscita e spesso non si hanno la forza e la lucidità per capire a chi rivolgersi per ricevere aiuto; inoltre, alle difficoltà sopra accennate, si affiancano spesso un forte senso di impotenza e di vergogna che obbligano spesso ai propri cari, come ad esempio al coniuge, a sostituirsi a chi è entrato in tale situazione e a farsene carico direttamente con conseguenze gravi su tutto l’equilibrio familiare. Il Parroco, in tali casi, viene visto come uno dei pochissimi punti di riferimento: capita infatti spesso che sia lui ad ascoltare, per primo, i racconti di tali problematiche e a diventare, così, la prima “àncora” di salvezza. Inizia così un discernimento, un percorso di aiuto che permette alla persona di capire a chi rivolgersi per risolvere fin alla radice il suo problema.

Emanuele Ranzuglia

Responsabile O.P.R. diocesano

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