La chiesa in uscita è in ascolto

Da dove iniziare per accogliere l’invito di Papa Francesco ad essere una “Chiesa in uscita”? Da qui ha preso il via una riflessione che ha coinvolto non solo l’equipe della Caritas diocesana di Macerata ma anche i volontari dei centri di ascolto che, ogni giorno, testimoniano una Chiesa con “le porte aperte”. Da questo discernimento è scaturito il progetto ottopermille Cda 2.0 che mette al centro l’ascolto dei bisogni, l’accoglienza della persona nella sua totalità e la condivisione delle risorse presenti sul territorio. Perché questa azione potesse avvenire nel miglior modo possibile, la Caritas diocesana ha puntato sulla formazione dei volontari ovvero su quelle persone, che gratuitamente e silenziosamente, ogni giorno testimoniano la prossimità della Paroikia (abitare accanto) a chi si trova in difficoltà. Una formazione che è stata di tipo teorico ma soprattutto di tipo esperienziale grazie al coinvolgimento diretto degli operatori caritas che si sono recati nei centri parrocchiali per condividere la delicata fase dell’ascolto e la comprensione dei bisogni. Inoltre, i volontari sono stati coadiuvati nell’utilizzo di strumenti informatici messi sempre a disposizione dal progetto, in modo da poter condividere immediatamente le informazioni attraverso il software OspoWeb e al fine di dare risposte, ove possibili, non solo alle emergenze ma di costruire progetti in grado di coinvolgere le diverse risorse della comunità. Il cammino da fare è ancora molto lungo ma la strada percorsa ci ha permesso di capire che una Chiesa in uscita è davvero tale se sa ascoltare, se sa aprirsi a chi si trova in difficoltà, se sa accogliere “le periferie esistenziali” presenti in ogni persona e riesce ad avere il coraggio di rinnovarsi, di fare comunione ed esprimere partecipazione vera e viva con i fratelli vicini e lontani.

Emanuele Ranzuglia

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