Mohamed e Rami: fratelli dalla Tunisia a Casa Bethlem

È martedì di una settimana lavorativa di ottobre, come sempre frenetica a Casa Bethlem, dove si cerca di gestire tutte le questioni legate agli ospiti, provando a rispondere alle richieste e ai bisogni, con spirito di fraternità e di comprensione. Il telefono squilla e dall’altra parte arriva una richiesta complessa, ma frequente nell’ultimo periodo: accogliere un minore straniero non accompagnato tunisino presente sul territorio e per il quale bisogna trovare quanto prima una sistemazione. L’assistente sociale del Comune di competenza è piuttosto in difficoltà; oramai
sono ore che cerca, inutilmente, un posto letto libero per lui, perché negli ultimi mesi sono tanti i minorenni stranieri arrivati in Italia. Anche Casa Bethlem ha in accoglienza minori stranieri non accompagnati e di posti liberi ce ne sono pochi, ma come nei mesi precedenti, la sensibilità verso questi giovani che affrontano da soli il mare riempie di pietas gli animi di chi opera in casa. Così si accetta di accogliere Mohamed: ha 16 anni, alto, magro, capelli neri, occhi marrone intenso che desiderano una nuova vita, migliore di quella lasciata in Tunisia, ma anche malinconici per essere partito dalla famiglia, dagli amici, senza avvisare nessuno, per non farsi convincere a non salpare, dopo un anno in cui ha lavorato di nascosto per pagarsi il viaggio. Poi arrivato a Lampedusa ha avvisato la famiglia di stare bene. Mohamed si inserisce facilmente nella casa: ha un carattere gentile ed educato, tutti gli vogliono bene, è solare e scherzoso, ma un giorno, circa due mesi dopo il suo arrivo, è preoccupato e angosciato: ha appena saputo che suo fratello maggiore, Rami, di 20 anni, si è imbarcato anche lui per attraversare il mare e venire in Italia a cercarlo. Le ore passano e la sua preoccupazione aumenta. Il fratello gli ha comunicato che l’imbarcazione da qualche ora si trova in una secca a poche miglia da Lampedusa e che è stato chiamato il numero di emergenza, ma nessuno è ancora intervenuto per il salvataggio. Mohamed confida la sua preoccupazione agli operatori, chiede consigli e conforto, vorrebbe fare qualcosa, ma non sa cosa. Sapere che una barca si trova in difficoltà in mezzo al mare non lascia indifferenti nessuno anche se le condizioni meteo sembrano buone. L’angoscia di Mohamed è tangibile. Chiede di intervenire in qualche modo e l’unico modo possibile è contattare direttamente la Guardia Costiera di Lampedusa. Così il direttore della Casa Bethlem prova a chiamare; l’operatore che risponde chiede tutte le informazioni per poter verificare quanto prima la situazione; accertata la posizione dell’imbarcazione, rassicura che presto sarà mandata sul posto una motovedetta. Mohamed,
continuamente in contatto con il fratello, lo tranquillizza e anche lui a poco a poco si rasserena, fino a quando finalmente suo fratello è al sicuro sulla terraferma, a Lampedusa! La difficoltà più grande è superata, ora bisogna capire come far riunire i due fratelli. Subito si attivano i canali, anche con la Prefettura, per riuscire a far arrivare Rami a Macerata. Il percorso sembra fattibile ma
lungo: prima avviene il confronto con la Croce Rossa che gestisce l’Hotspot di Lampedusa; dopo qualche settimana Rami viene spostato a Catania e poi a Napoli. La referente di Casa Bethlem continua a tenere i contatti per tracciare l’accoglienza di Rami e facilitare l’arrivo a Macerata. Arriva poi la grande difficoltà di chi lavora nell’accoglienza: la burocrazia che rallenta il percorso. Riuscire a conciliare sensibilità e aspettative umane con la rigidità burocratica non è semplice, ma chi lavora nell’accoglienza è ben allenato e non demorde: si riesce a concordare il trasferimento
di Rami a Macerata. Il 25 gennaio, gli operatori a Casa Bethlem sono in fibrillazione: finalmente Mohamed potrà riunirsi a suo fratello, ma lui non sa nulla, Rami vuole fargli una sorpresa. Con la scusa di una comunicazione della referente, tutti gli ospiti della Casa Bethlemsi riuniscono nel salone, ovviamente anche Mohamed. È seduto davanti, con aria dubbiosa; ascolta la referente che comunica a tutti l’arrivo di nuovo compagno: Rami! Mohamed è incredulo; è suo fratello, oramai non sperava più di riunirsi con lui, invece è lì e lo può toccare, lo può abbracciare e scoppia in
un pianto liberatorio. Tutti nella casa si commuovono perché il loro è un ricongiungimento che sa insieme di sofferenza e di speranza

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