Immaginatevi di trovarvi in un nuovo Paese, di aver la necessità di comunicare con il mondo che vi circonda, di voler cercare lavoro e non riuscire ad esprimervi, di dover parlare con i docenti dei vostri figli e di non capire nemmeno una parola durante i colloqui …
Negli anni, grazie ai centri di ascolto posti in diverse realtà anche periferiche, la Caritas Diocesana di Macerata ha colto e raccolto il bisogno di molte persone straniere ascoltate, quella di migliorare, ma soprattutto imparare la lingua italiana.
Offrire un corso di italiano a partire dagli ascolti permette di intercettare tutti coloro che, o per difficoltà culturali o per difficoltà economiche, non riescono a sfruttare le alternative di corsi di lingua che vi sono sul territorio.
L’attività del corso di italiano è stata possibile ed è stata promossa nell’ambito del progetto “Alfa”, progettazione 8×1000 della Caritas italiana, tramite il quale è stato possibile offrire anche delle agevolazioni per il trasporto locale nel territorio diocesano.
La realizzazione del corso è stata affidata alla realtà della Cooperativa Sociale “Rapadura” S.C. che condivide il metodo di lavoro e gli obiettivi che la stessa Caritas diocesana persegue durante il percorso di aiuto offerto alle persone.
Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16:00 alle 19:00, dal 17/06/2024 al 13/09/2024, giorno in cui la maggior parte di loro ha sostenuto un esame volto ad ottenere una certificazione linguistica, 19 persone di età, provenienza e lingua diverse si sono trovati di fronte a me, carichi di aspettative, pieni di piccole incertezze ma con tanta voglia di imparare.
Nazionalità più disparate insieme non ne avremmo potute trovare: molti rappresentanti dell’America Latina (Colombia, Cile, Argentina), assieme a molti ragazzi e ragazze provenienti dall’Africa (Gambia, Burkina Faso, Algeria, Senegal, Benin, Tunisia e Nigeria), a toccare poi l’Albania e fare un viaggio intercontinentale fino alle Filippine.
Diversi sono stati gli argomenti trattati: siamo partiti con un grande ripasso di letto-scrittura per uniformare la classe, e poi abbiamo parlato di come presentare se stessi e la propria famiglia, degli studi fatti e del proprio lavoro; di come arredare una casa e di come orientarsi in città; di parlare della propria routine quotidiana, della propria salute e delle esperienze del passato. Attraverso un libro di testo e molti compiti di realtà, scenette recitate e traendo spunto dai tanti racconti di vita vera e delle loro difficoltà quotidiane (siamo passati dal fare la spesa alla richiesta di accendere un mutuo), abbiamo fatto questo viaggio insieme di 100 ore.
Più che di un viaggio, parlerei di una grande esplorazione a bordo di un sottomarino: tra l’inizio e la fine del corso, è stato possibile notare grandi cambiamenti negli animi e nei comportamenti di tutta la classe. Molti di loro, infatti, non avevano frequentato nessun tipo di corso e sono stati aiutati, nei primi rudimenti della lingua, da chi aveva più esperienza, nel pieno spirito di solidarietà. Non solo, sono nate amicizie che si sono cementate anche all’esterno della classe, con viaggi insieme in autobus e partite di calcetto.
Un corso di questo genere, di italiano L2, quindi, non serve solo ad imparare le basi della lingua, ma in primis serve a dare la possibilità ai discenti di uscire dalle proprie camere, dove potrebbero soffrire di solitudine o dove starebbero troppo tempo a pensare alla famiglia e alla situazione che hanno lasciato nel loro Paese di provenienza.
Le competenze e le conoscenze acquisite permetteranno agli studenti di migliorare la propria condizione lavorativa e di salute, imparando in maniera autonoma a saper interagire nei luoghi di lavoro e in contesti più complessi, come studi medici e farmacie.
Ringraziando dal profondo le realtà coinvolte che mi hanno permesso di tenere questo corso, quello che auspico è che vi sia la possibilità di replicare queste progettualità in maniera regolare e continuativa, al fine di supportare anche l’utenza futura.
Francesca Minnozzi
