Mi chiamo Bacem vengo dalla Tunisia. Sono partito dal mio paese perché volevo una vita migliore per me e la mia famiglia. Ho lasciato i miei genitori e mio fratello e insieme al mio fratellino ci siamo imbarcati per le Italia con tanta speranza e pazienza, ma senza sapere davvero come sarebbe andata a finire. Siamo sbarcati a Lampedusa nel 2023. Subito dopo il nostro arrivo abbiamo capito che non sarebbe stato facile ed è stata molto dura per noi, ma arrivato a Macerata, a casa Bethlem, le cose hanno cominciato ad andarmi meglio. Essendo molto portato per le lingue e avendo una certa facilità nel comprendere l’italiano, mi hanno proposto l’esperienza del Servizio Civile, ma quando ho iniziato mi sentivo sopraffatto e fuori luogo. Tuttavia con il tempo ho imparato a gestire le difficoltà, a crescere come persona e a scoprire un lato di me che non conoscevo: di prendermi le responsabilità e la mia capacità di aiutare gli altri.
Non sapevo bene cosa aspettami e tutto sembrava così complesso, ogni compito mi sembrava impossibile e la paura di sbagliare mi bloccava.
Nonostante la mia facilità nelle lingue l’italiano era comunque per me una lingua straniera e quindi all’inizio non riuscivo a capire bene tutte le parole. Grazie a diversi operatori che mi hanno spronato ad andare avanti e ad impegnarmi, ho iniziato a fare molte cose. Svolgo il mio servizio in diversi luoghi, ma il Centro d’ascolto e prima accoglienza è il mio posto preferito. Mi piace stare lì perché sto facendo cose importanti insieme agli operatori: ad esempio aiutare a preparare i documenti (Permesso Di Soggiorno e inscrizione sanitaria per le persone che hanno fatto la domanda di asilo) e qualche volta faccio l’interprete per le persone che parlano arabo, mi sento molto utile.
Inoltre in Caritas, svolgo il mio servizio all’Emporio della solidarietà e nell’Ufficio Caritas supportando nell’ascolto l’operatrice. Chi si rivolge a noi ha spesso problemi sociali ed economici e noi cerchiamo insieme a loro di trovare una soluzione, non lasciandoli soli.
In questi mesi ho imparato ad ascoltare e a capire meglio i bisogni degli altri, ampliando la mia prospettiva sul mondo.
Guardandomi indietro, sono grato per aver avuto il coraggio di affrontare tante difficoltà, perché mi hanno reso la persona che sono oggi e il Servizio Civile per me è come un chiave che ha aperto la porta della mia nuova vita qua in Italia.
