Come neve al sole

Dopo una decina di giorni passati tra forti nevicate, schiarite, bufere e precipitazioni silenziose sembra che pian piano tutto stia ritornando alla normalità grazie anche alle temperature più elevate e un bel sole che ci ricarica e ci fa ripartire pieni di energia. Basta guardarsi in giro: dopo due settimane in cui la sensazione che si respirava era quella di essere stati trasferiti in una città del Nord Europa, dove il freddo padroneggia e con esso uno stile di vita più tranquillo e disteso, in questi ultimi giorni tutto sembra essere ritornato al suo posto. Il traffico è aumentato notevolmente, il numero di persone che si spostano a piedi è diminuito notevolmente e tutto sembra andare più veloce. Al bar o per strada già si è ripreso ad essere silenziosi; non abbiamo quasi più quel tema, quel bisogno che ci univa e ci spingeva ad accorgerci di ciò che ci circonda e delle persone che con noi condividono il nostro spazio e le nostre necessità. Anche nelle nostre Caritas questa sensazione è stata percepita; durante “l’emergenza neve” sono aumentate le persone che si sono rivolte ai vari centri per offrire il proprio tempo a favore di chi, come gli anziani, non potevano uscire dalle proprie abitazioni a causa delle precipitazioni o del ghiaccio. C’è chi ha messo a disposizione la propria abitazione per coloro che si trovavano a passare le fredde giornate e notti all’agghiaccio aggiungendo la disponibilità al trasporto per eventuali trasferimenti; sono aumentate le donazioni di capi di abbigliamento e coperte. C’è chi ha segnalato una persona in difficoltà e ha chiesto un orientamento su come poteva aiutarla e a chi doversi rivolgere per assicurarsi che l’aiuto sarebbe arrivato in tempo celere. In questo periodo, caratterizzato dal freddo, le Parrocchie e le associazioni di volontariato con cui abbiamo collaborato hanno avuto la certezza di una presenza concreta della comunità che si fa prossima a chi si trova in una situazione di bisogno. Purtroppo con il sole e con le temperature risalite i bisogni delle persone e delle famiglie in difficoltà non si sciolgono come la neve! Permangono molte persone in stato di bisogno soprattutto a causa del lavoro. La mancanza di reddito, la possibilità di essere autonomi economicamente accentuano i loro effetti proprio nei momenti più complessi ma non lasciano la presa fino a quando la famiglia, la persona non ha la possibilità di lavorare. Negli ultimi dieci giorni abbiamo visto, sentito, accolto persone che già in situazione di vulnerabilità si sono trovati ad affrontare le forti nevicate e con essa i disagi senza avere possibilità di reazione; i Comuni, in sinergia con le associazioni, con i centri di ascolto e con le caritas parrocchiali si sono fatti prossimi cercando delle situazioni abitative adeguate (magari con il riscaldamento funzionante), offrendo ove possibile pasti caldi privilegiando soprattutto quelle situazioni in cui erano e sono presenti i bambini. Accompagnando il silenzio portato dalla neve si è continuato, grazie al lavoro di tutti i volontari, nel proprio servizio cercando, per quanto possibile, di aumentare il proprio operato e il lavoro di rete tra le varie realtà per dare delle risposte adeguate ai bisogni che, come sopra riportato, sono multipli. L’auspicio è che quel senso di solidarietà, l’apertura dei nostri sguardi ai bisogni delle persone che ci circondano non svaniscono come neve al sole ma rimangano vigili e si concretizzino in gesti di prossimità perché, forse, il gelo più duro da sciogliere è proprio quello dei nostri cuori non sempre abituati a farsi riscaldare dal bisogno di chi si trova in una situazione di difficoltà.

Emanuele Ranzuglia

Collaboratore Caritas diocesana

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