In preparazione alla Santa Pasqua, la Caritas diocesana ha voluto organizzare due momenti di preghiera e ascolto per tutti i volontari presenti nella nostra Diocesi.
Venerdì 8 Aprile presso la Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria a Passo Treia si è vissuto un momento intenso di adorazione e meditazione della Parola. Il Vescovo Nazzareno, che ha guidato l’incontro, ha posto l’attenzione sull’Eucarestia quale sorgente dell’azione caritativa che ponendo le sue radici nel sacrificio del figlio di Dio, non può che avere come azione principale quella del perdono. Un perdono che deve essere “preventivo” a tutti gli ascolti e gli incontri che il servizio di carità pone sulla via. Meditando il Vangelo di Giovanni della “Lavanda dei Piedi”, ha poi ricordato all’assemblea come le azioni di carità non possono prescindere da quel gesto umile di servo che Gesù ha fatto per primo ai suoi discepoli, mettendo gli ultimi al primo posto e divenendo quindi esempio per l’intera comunità. Il momento di adorazione si è concluso con un gesto: ognuno ha potuto prendere un sacchettino di lievito augurando di divenire “Lievito per la propria comunità”, affinché il gesto di amore che si compie verso il prossimo possa far crescere e contagiare tutta la collettività.
Lunedì 11, presso la Domus San Giuliano, si sono incontrati alcuni dei rappresentati dei Centri di Ascolto parrocchiali insieme con i membri dell’ufficio diocesano per vivere un momento di ascolto e condivisione reciproca partendo da alcune domande poste da Caritas Italiana in vista del prossimo Convegno Nazionale che si terrà a Milano a fine giugno. La traccia suggerita si ispira al discorso del Santo Padre Francesco ai membri della Caritas italiana nel 50° di fondazione. Il pontefice suggeriva “tre vie su cui proseguire il percorso”: la via degli ultimi che è la prospettiva di Gesù, uno sguardo fisso sugli ultimi di ogni tempo, che inquieta i cuori; la via del Vangelo, che orienta ad uno stile di “amore umile, concreto ma non appariscente, che si propone e non si impone”; la via della creatività, quella che San Giovanni Paolo II ha chiamato fantasia della creatività, dove lo Spirito Santo è capace di suggerire idee nuove adatte ai tempi che cambiano. Rifacendosi al Vademecum per il Sinodo, si è cercato di vivere l’esperienza di discernimento, partecipazione e corresponsabilità, guidati dallo Spirito Santo. L’obiettivo era quello di formarsi ad uno stile che fa fiorire la speranza, stimola la fiducia, educa ad imparare gli uni dagli altri, illumina le menti e rinvigorisce le mani per la missione comune. In questa palestra di preghiera e ascolto si è sognata una Caritas che sia coerente con il tempo che si vivono oggi.
