Il direttore Lorenzo Cerquetella e i suoi collaboratori, accogliendo l’invito del Vescovo Nazzareno Marconi, stanno lavorando al sogno pastorale di una Carità sempre più intrecciata a tutte le azioni delle Unità Pastorali. L’ufficio Caritas ha scelto di ascoltare per primo le comunità, mettendosi al loro fianco e con cura e dedizione le accompagna a riconoscere i propri talenti, la propria vocazione.
A Macerata con l’Unità Pastorale Immacolata-Santa Croce si è accompagnato le due parrocchie ad una transizione per condurre le precedenti due Caritas parrocchiali all’unità sia sul piano delle degli ascolti sia sul piano degli aiuti. Stesso lavoro di unità e di accompagnamento è stato avviato presso la città di Recanati, aiutando i sacerdoti e i volontari dei precedenti Centri di Ascolto parrocchiali ad unirsi e mettere insieme risorse e forze, affinché si costituisca un Centro di Ascolto Unitario, il più possibile in rete con i servizi del comune e di altre realtà associative. Attraverso formazioni pratiche e fornendo strumenti e materiali, la diocesi si è fatta vicina e le realtà non si sono sentite sole, capendo che l’essenziale non è cambiare le cose, ma rendere nuove le esperienze che già esistono.
Nell’ultimo anno, invitati anche da Caritas Italiana ad investire sull’Animazione alla Carità, si sta realizzando una progettualità di accompagnamento a tre Unità Pastorali (Porto Recanati; Urbisaglia-Colmurano-Abbadi di Fiastra; Treia-Passo Treia), per facilitare i processi di trasformazione da parrocchie a Unità Pastorali e per stimolare le comunità alla consapevolezza delle proprie vocazioni. Anche il Vescovo con diversi articoli in questo periodo ha definito l’orizzonte da seguire: realizzare la Chiesa del Concilio. Una Chiesa che prima di tutto sia “un mistero di unità. Unità che non esclude la varietà – unità tipica di un corpo vivo e non di una fabbrica ben organizzata; l’unità che vive un popolo in cammino, non un esercito in marcia – dove il Battesimo che tutti ci unisce all’unico Signore vale più di tutti gli altri sacramenti”.
L’ente di formazione Centro Studi Missione Emmaus, coinvolto per supportare la progettualità, ha invitato le comunità a sperimentare un cambio di mentalità attraverso quattro step: interrogare la comunità e il territorio; costruire e consolidare relazioni; costruire nuovi significati; realizzare la vocazione della comunità. Accogliendo ed ascoltando i tempi di ciascuna realtà, si sono incontrate le diverse Unità Pastorali e insieme anche ai loro sacerdoti si sta costruendo un percorso di ascolto, consapevolezza e discernimento che aiuti ciascuno a riconoscere i propri talenti per capire dove si è arrivati dove si vuole andare. Prendendo sempre le parole del Vescovo: “la Parrocchie non è il pezzo di una macchina, né la succursale di una multinazionale, ma un gruppo di fedeli particolarmente significativo per chi in un luogo concreto voglia incontrare la Chiesa – una chiesa che è un corpo – che nasce dalla sinergia libera e positiva in cui ogni membro è valorizzato e contribuisce al cammino comune”. Si sono scelte proprio l’ascolto e la cura come parole che sostengono ed identificano questo accompagnamento, perché elementi fondanti l’Amore di Cristo, la Carità. Solo vivendo e sperimentando per primi questo Amore, che affonda le sue radici nella Fede, nella Speranza e nella Carità, sarà possibile diventare una Chiesa capace di essere faro per tutti: i vicini e i lontani.
