Le povertà della “normalità”

A cura dell’osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana

Nei primi sei mesi del 2009, sono passate nei vari centri di ascolto 754 persone contro le 850 dell’intero anno 2008.

In grande maggioranza sono donne (64% del totale), per lo più stranieri (86%). Provengono maggiormente da 4 zone geografiche: Est Europa, America latina, Africa Nord Occidentale e Balcani. Riguardo al profilo anagrafico si riscontra che la componente italiana ha un’età tendenzialmente più alta, con un valore medio spostato verso i 40 anni; per gli stranieri, invece, oltre ad abbassarsi l’età media (circa 30 anni), si registra la presenza di una quota non indifferente (10,3%) di soggetti con età compresa tra i 19 ed i 24 anni.

A fronte di credenziali formative anche elevate (soprattutto da parte degli stranieri), circa l’86% delle persone transitate in questi primi sei mesi dell’anno 2009 hanno dichiarato uno stato di disoccupazione, mentre gli occupati sono meno del 10% del totale.

Più della metà delle persone che si rivolgono ai CdA Caritas sono spinti da motivazioni occupazionali/lavoro. A fronte del gran numero di persone che si rivolgono ai CdA per soddisfare i bisogni di lavoro appena il 4% trova risposta e si tratta per lo più di lavoro come badante o colf.

A seguire si riconfermano i “vecchi” bisogni ovvero quelli legati ai problemi economici e alle problematiche abitative che hanno già superato del doppio la percentuale del 2008.

Tra i beni materiali c’è in assoluto una forte richiesta di viveri, sia nella forma del buono mensa che in quella del “pacco” spesa.(cfr. tab.1)

Oltre a ciò potremo definire “ bisogni peculiari” degli italiani che si rivolgono ai centri di ascolto, le problematiche di dipendenza, detenzione e salute mentre per i cittadini stranieri  i bisogni si concentrano sulla regolarità giuridica e sulla scarsa conoscenza della lingua italiana

 

 *Approfondimento sul servizio mensa (cfr. tab.2)

 

In questo primo semestre i pasti distribuiti dal Centro di ascolto diocesano sono stati 2781, in media 450 pasti ogni mese. Chi ne usufruisce maggiormente sono gli italiani rappresentando il 71% del totale contro il 29% degli stranieri.     Se per gli stranieri che usufruiscono del servizio il numero è diminuito arrivando ad avere a Giugno 146 persone in meno rispetto all’inizio dell’anno, per gli italiani sembra crescere in modo drammatico di mese in mese (Gennaio circa il 59% vs Giugno circa l’80%). È questo un dato che ci permette di dare una misura concreta di quel fenomeno largamente percepito, anche a livello di opinione pubblica, del crescente impoverimento degli italiani che porta, anche persone che fino ad ora potevano contare su una relativa stabilità, a presentare situazioni più o meno gravi d’indigenza.

L’innalzamento dei tassi di disoccupazione (dovuti a licenziamento ma anche a mancato rinnovo dei contratti) soprattutto tra maschi adulti, la perdita del potere d’acquisto dei salari e la mancanza di adeguata protezione sociale sono tutti fattori che, singolarmente o congiuntamente, contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità economica delle famiglie italiane. Ciò che cambia rispetto al passato non è tanto e solo il numero dei poveri, ma il loro profilo: se in passato povertà e marginalità sociale si trovavano spesso a coincidere, negl’ultimi anni emerge in modo chiaro come la fragilità economica possa interessare in modo trasversale le diverse componenti della popolazione. Siamo allora sempre più in presenza di quella che potremmo definire una povertà della “normalità”.

 

 

Tab. 1 Distribuzione di Richieste – Interventi per micro-voci

(fonte OPR Diocesano)

 

MICROVOCI Interventi

%

Richieste

%

Viveri 48 39
Orientamento per problemi occupazionali 23 18
Ascolto con discernimento e progetto 11 9
Ascolto semplice 5 0,2
Lavoro a tempo pieno 4 22
Mensa* 2 2
Biglietti per viaggio 1 1
Pronta e prima accoglienza 1 1
Orientamento per pratiche burocratiche 0,7 0,8
Mobili, attrezzatura per casa 0,7 0,6
Orientamento per esigenze abitative 0,5 0,6

Tab.2  Distribuzione delle persone che usufruiscono del servizio mensa

Fonte CdA Via Zara

 

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