Da quest’anno la Caritas diocesana ha dato la sua disponibilità, con l’Università di Macerata, per poter ospitare studenti che debbano svolgere il tirocinio universitario. Poco dopo aver completato le procedure per l’accreditamento, siamo stati contattati d una studentessa di Mediazione Linguistica
che si chiama Ilaria Zulli e che così da marzo sino alla fine di maggio ha svolto il suo tirocinio presso il Centro d’Ascolto Unitario di Macerata, affiancando la collaboratrice responsabile Maristella negli ascolti e negli accompagnamenti. Al termine del suo percorso, questo è ciò che racconta di noi: «Sono Ilaria Zulli e durante il mio tirocinio universitario presso la Caritas di Macerata, ho avuto l’occasione di lavorare come assistente per il Centro di Ascolto, dedicandomi al supporto dei bisogni delle persone ascoltate, aiutandole in un percorso di autonomia personale e di reinserimento sociale. Mi sono infatti dedicata all’ascolto delle persone che si rivolgevano alla Caritas e alla comprensione dei loro bisogni, con lo scopo d’intervenire, avendo cura delle loro necessità. Questa esperienza, seppur breve, è stata molto significativa per me, sul piano professionale ma ancor più su quello personale, poiché ho vissuto dei momenti davvero intensi, davanti a storie delle quali la maggior parte di noi non ha consapevolezza, purtroppo. Ho riscoperto la sensibilità e l’autenticità di ciascuno di noi, grazie all’incontro e alla condivisione con chi ha bisogno. Ne esco arricchita e con molta più consapevolezza, perché in ciascuno di noi si nasconde una storia, alcune volte dolorosa, eppure bellissima se le diamo la giusta voce e la corretta attenzione. Ma un felice incontro è stato anche quello con la squadra Caritas, verso la quale sarò sempre grata. Ho trovato ad accogliermi un gruppo entusiasta e consapevole delle difficoltà di questo lavoro, ma anche delle sue grandi opportunità. Per questo è stato un piacere mettermi in gioco, dimenticare i pregiudizi e le insicurezze che spesso ci limitano in un nuovo incontro, perdendoci anche la possibilità di essere un pochino più umani». La scelta di avere dei tirocinanti che possano sperimentare in prima persona la prossimità, è davvero un segno pastorale importante, che vede la Chiesa aprirsi a tutti e, senza vergogna, testimoniare con semplicità e con l’esempio che: amarsi gli uni gli altri e avere un cuore buono è possibile. Tutto ciò partendo dalle due cose più semplici eppure più difficili del mondo: guardare l’altro e ascoltarlo. La Caritas diocesana vuole essere un’occasione per conoscere i “piccoli” che ci sono messi a fianco.
