Stadio Helvia Recina

Il saluto del Vescovo al 48° Pellegrinaggio Macerata-Loreto

Mons. Marconi: «Il cammino di questa notte ci aiuti a somigliare di più a Natanaele, il discepolo della verità»

Si riporta il testo del saluto del vescovo Marconi hai pellegrini giunti il 13 giugno allo stadio Helvia Recina di Macerata per la Santa Messa celebrata dal cardinale Baldassarre Reina prima della partenza verso la Santa Casa di Loreto.

di mons. Nazzareno Marconi*

Eminenza, Carissimo don Baldo e voi tutti Carissimi amici del 48° Pellegrinaggio, benvenuti a Macerata! 

Il cammino di questa notte è illuminato dalla domanda che Natanaele rivolge a Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Come mi conosci?». Poco prima, quando Filippo gli aveva annunciato come Salvatore Gesù di Nazareth, Natanaele aveva chiesto: «Da Nazareth può venire qualcosa di buono?»

Non era l’obiezione di uno scettico superficiale. Natanaele era un uomo retto, che prendeva sul serio sia la realtà che la promessa di Dio. Conosceva le Sacre Scritture e sapeva che Nazaret era un piccolo villaggio, mai menzionato nell’Antico Testamento. Come poteva venire proprio da lì il Salvatore atteso da Israele? Natanaele non si accontenta di slogan o di entusiasmi facili: è un uomo che cerca la verità, confrontando i fatti con la Parola di Dio.

Per questo Gesù gli rivolge un elogio straordinario: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». È il riconoscimento di una ricerca sincera, di un cuore libero da pregiudizi e interessi. 

Ma di nuovo Natanaele resta concreto e vero: «Grazie dei tuoi complimenti», sembra dire a Gesù, «ma su cosa si basano?». Ed ecco la nostra domanda: «Come mi conosci?».

La risposta di Gesù è misteriosa: «Ti ho visto quando eri sotto il fico».

Nella tradizione biblica il fico era la pianta che offriva ombra e riparo. Per questo l’espressione proverbiale “stare sotto il fico” significava: dedicarsi alla meditazione, alla preghiera, alla riflessione sulla vita e sulla Parola di Dio. Gesù riconosce in Natanaele un uomo che ha investito le sue energie migliori nella ricerca del significato delle cose, un uomo che desidera comprendere la realtà lasciandosi illuminare da Dio.

La grandezza di Natanaele sta proprio qui: nel suo desiderio di verità. Non è un uomo da social e fake news. È un intelligente naturale, non artificiale. 

Natanaele non rinuncia alla ragione, né rinuncia alla fede, ma le mette continuamente in dialogo. Guarda i fatti, li giudica alla luce della Parola di Dio e si lascia provocare da ciò che accade. È l’uomo che sa leggere i segni dei tempi. In questo nostro tempo abbiamo tanto bisogno di credenti come Natanaele!

Il mio augurio è che il cammino di questa notte, nel silenzio, nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio e di testimonianze di vita vera, ci aiuti a somigliare di più a Natanaele, il discepolo della verità.

Buon Pellegrinaggio.

*Vescovo di Macerata

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