
«San Giuliano continui a traghettare la città, non semplicemente verso un futuro più moderno, ma verso un futuro più umano». Sono le parole del vescovo mons. Nazzareno Marconi pronunciate ieri nell’omelia della Santa Messa per il Patrono di Macerata. Un messaggio consegnato ai fedeli che hanno gremito piazza San Vincenzo Maria Strambi, al quale il presule ha voluto avvicinare anche le preziose parole contenute nella Magnifica Humanitas di papa Leone XIV.
Dal sagrato del Duomo, mons. Marconi ha poi guidato la processione per le vie del centro storico. Un corteo che ha attraversato il cuore della città, come la stessa oggi attraversa i cambiamenti del suo tempo. Per tarlo, ha anch’essa bisognoso di qualcuno che tenga saldo il timone, l’esempio di San Giuliano, appunto, non solo traghettatore tra le rive del fiume Potenza; e la comprensione di quanto espresso dall’Enciclica del Santo Padre.
Questo il senso di affidarsi al Santo Patrono, è l’invito del Vescovo, «in un tempo che vive forse i più grandi cambiamenti della storia recente». Le persone, in particolare i cattolici, non possono abbandonarsi alla nostalgia del passato come alle correnti della modernità: «Abbiamo bisogno di un’altra strada: quella del multilateralismo autentico – ha continuato Marconi –, di un mondo nel quale i popoli dialogano e cooperano senza annullarsi né dominarsi, costruendo insieme senza perdere la propria identità: è la logica del Vangelo».
Per il Vescovo «la ricerca di pace non è debolezza, la diplomazia non è ingenuità, il dialogo non è resa, ma le forme più alte dell’intelligenza politica e della maturità dei popoli». Non si tratta di porre in essere nuove rivendicazioni, ma di «custodire il patrimonio dei diritti umani fondamentali, quelli che ogni persona possiede in quanto persona, riconoscibili da ogni cultura e religione perché iscritti nella dignità dell’essere umano».
Chi come le Istituzioni o, più in generale, o chi ha importanti responsabilità si trova in questo tempo a «tenere il timone» non può essere «il più forte, né chi urla di più», anzi «chi deve tenerlo è chi conosce la direzione e sa confrontarsi con saggezza, per correggere sempre meglio la rotta».
Per non mollare i remi c’è bisogno di una corresponsabilità e di consapevolezza da parte di tutti. Cinque impegni concreti che il papa Leone ha individuato nell’Enciclica, definendoli imprescindibili per una “civiltà dell’amore”, che lo stesso Marconi ha consegnato alla Chiesa locale nei primi di agosto con la sua Lettera Pastorale: rimanere fedeli alla verità, investire nell’educazione, custodire le relazioni, amare la giustizia e costruire la pace e, non ultimo, costruire insieme, la sinodalità.
«Macerata è chiamata a essere una barca che attraversa questo tempo senza paura – ha detto ancora il Vescovo nell’omelia di San Giuliano –, una città che non si chiude ma neppure perde la propria anima, che dialoga senza rinunciare alla verità, che accoglie senza smarrire la propria identità e innova senza dimenticare la sapienza ricevuta, che costruisce ponti invece di scavare fossati, che custodisce la dignità di ogni persona. Una città che educa i giovani alla libertà e si prende cura dei fragili. Che sceglie sempre la pace. San Giuliano – ha poi concluso – continui a traghettare Macerata, non semplicemente verso un futuro più moderno, ma verso un futuro più umano».
Durante la Messa celebrata dinanzi al Duomo, comunicate dal vescovo Marconi anche le nomine in vista del nuovo Anno Pastorale, già anticipate a giugno al clero e che si concretizzeranno entro il mese di ottobre: don Franco Pranzetti diventa collaboratore dell’Unità Pastorale 1 “Macerata Centro”; don Patrizio Santinelli è stato nominato parroco di tutte le chiese dell’Unità Pastorale 12 “Montecassiano” e avrà come collaboratori don Josè Manuel e don Simone Wang; convenzione finei donum a Puerto Rico per don Maurizio Lara, in Argentina per don Ariel Veloz e a Taiwan per don Emanuele Giammaresi; don Gianni Compagnucci sostituirà don Ariel nelle chiese di sua competenza a Tolentino, diventando parroco di San Francesco e mantenendo le sue cariche attuali (coordinatore Unità Pastorale 8 “Tolentino Centro”); a Talentino anche don Paulo Renato che diventerà collaboratore dell’Unità Pastorale 8.
Concluse le festività per San Giuliano, la Diocesi di Macerata si appresta ore a festeggiare la sua Patrona, al Madonna della Misericordia, il prossimo 6 settembre. In particolare, la Supplica alla Madonna (domenica alle ore 12 nella Basilica delle Mater Misericordiae) e la tradizione Festa delle Canestrelle, con il corteo da piazza Vittorio Veneto, l’offerta del grano e la processione finale verso la Cattedrale di San Giovanni per la Messa Solenne (sempre domenica a partire dalle ore 17).
Va ricordato, altresì, come all’interno delle celebrazioni per San Giuliano, in occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco e il giubileo francescano indetto da papa Leone, il vescovo Marconi ha presentato in Cattedrale il suo volume “Crocefisso con Cristo” dedicato proprio al poverello d’Assisi. Il libro è reperibile in Curia e alla Libreria La Bottega del Libro a Macerata.



