Conferenza stampa di presentazione in vista della cerimonia di riapertura della chiesa di San Francesco a Tolentino. Presenti stamani, presso la sala conferenze del Palazzo Comunale, il sindaco Mauro Sclavi, il vescovo mons. Nazzareno Marconi e l’arch. Giacomo Alimenti, direttore dell’Ufficio per il coordinamento sul sisma della Diocesi di Macerata. Con loro la comunità sacerdotale, i parroci don Ariel Veloz e don Gianni Compagnucci, le imprese e i tecnici che hanno reso possibile il recupero dell’importante luogo di culto.
L’incontro anticipa l’inaugurazione in programma giovedì 17 settembre, alle ore 17, con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Marconi. All’evento farà seguito, domenica 20 settembre, alle ore 17, la conferenza di presentazione dei lavori, con le relazioni dei professionisti coinvolti: l’arch. Paolo Canullo; l’ing. Henry Gullini, l’ing. Aldo Tuzio, l’arch. Emanuele Della Ceca, l’arch. Luca Anconetani; e le ditte Alma di Mancini srl, Eures Arte srl, e F.lli Giacomi snc di Giacomi Aleardo & C.
«È stato con grande piacere – ha affermato il Sindaco Mauro Sclavi – che oggi abbiamo ospitato in Comune la conferenza stampa promossa in occasione degli eventi per la riapertura della Collegiata di San Francesco. È una testimonianza tangibile del forte legame con la Diocesi e con il Vescovo che ci porta a collaborare in maniera sinergica e positiva per il bene della Città. Dopo dieci anni, riapre al culto e alle attività parrocchiali un luogo molto importante per nostra Comunità – ha aggiunto Sclavi –, legato alla fede ma anche all’oratorio e alle tante iniziative sociali ospitate nei locali della parrocchia. Come è stato ricordato, grazie al sapiente lavoro di tanti tecnici e maestranze, che ringraziamo, recuperiamo un capolavoro di grande bellezza che sarà utile per ricostituire la nostra identità e per favorire un ritorno alla normalità».
A ricordare i “principi” della ricostruzione delle chiese della Diocesi è stato il vescovo Marconi: «Ogni intervento di restauro è stato accompagnato dall’invito a vivere anche un “cantiere spirituale” – ha sottolineato il presule maceratese –, la ricostruzione riguarda infatti non solo gli edifici, ma soprattutto le comunità che li abitano. La chiesa va infatti considerata un luogo vivo di fede, preghiera e identità ecclesiale. La Diocesi ha scelto di non privilegiare esclusivamente i grandi complessi monumentali, ma di intervenire anche nelle piccole chiese delle aree periferiche – ha proseguito Marconi –, l’obiettivo è poi quello di coniugare innovazione tecnica e rispetto delle strutture storiche, ribadendo l’importanza della bellezza come espressione del valore spirituale del luogo sacro, attraverso un restauro rispettoso dell’autenticità e ricordando come ogni progetto sia finalizzato a restituire chiese pienamente idonee alla celebrazione, alla preghiera e alla vita pastorale».
L’intervento di recupero della chiesa di San Francesco, durato in totale 21 mesi (638 giorni) e costato complessivamente 2.499.576,26 €, finanziati tramite l’ord. 105/2020 del Commissario Straordinario per la ricostruzione post Sisma del Centro Italia 2016, ha interessato principalmente il consolidamento delle volte strutturali e delle murature verticali. Inoltre, sono stati riadesi al substrato gli intonaci distaccati e consolidati i modellati in stucco. Dal punto di vista architettonico, di concerto con la Soprintendenza Marche Sud sono state indagate e riproposte le cromie originali degli interni, riferite al XVIII secolo, che hanno restituito una percezione visiva filologicamente ed esteticamente più coerente con la configurazione attuale dell’edificio.
Fondata nel 1250 dai Frati Minori, la chiesa venne riedificata sul finire del Settecento; interventi successivi, tuttavia, non ultimi i lavori seguiti al terremoto del 12 marzo 1873, ne avevano in qualche modo alterato gli equilibri. Dopo una cospicua ricerca storica, sono stati rivenuti gli elementi costitutivi dell’antico altare maggiore, in marmi policromi, demolito nel 1982. I materiali, dopo essere stati catalogati e inventariati, sono stati integrati con gli stessi litotipi dei pezzi originali, e sono stati ricomposti per anastilosi. Contestualmente, è stata sostituita la pavimentazione del presbiterio, anch’essa oggetto di manomissioni recenziori, e uniformata con quella dell’aula della chiesa.
«Il criterio che guida la Diocesi di Macerata, in qualità di soggetto attuatore, è quello di coniugare la Statica con la Storia dell’edificio – ha spiegato l’architetto Alimenti –, si tratta cioè di implementarne la sicurezza strutturale e al contempo di conservare e valorizzarne i valori storici e artistici che ne veicolano il messaggio spirituale, che resta sempre attuale. Ad esempio, nel nuovo presbiterio, riprogettato in maniera unitaria, sono presenti elementi antichi ed elementi nuovi, non giustapposti, ma concepiti nella loro reciproca complementarità, delle parti tra loro e col tutto».
Durante la conferenza, alla citazione dei professionisti coinvolti, si sono aggiunti i ringraziamenti al Commissario straordinario Guido Castelli, alla struttura Commissariale, all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, alla Soprintendenza Marche Sud, al Comune di Tolentino e la Parrocchia di San Francesco; e per la Diocesi, al Vicario Episcopale per il Sisma, don Gianluca Merlini, che coordina gli uffici di Curia coinvolti sotto la direzione del Vescovo.

