Cingoli

Le origini di Troviggiano: convegno dopo la riapertura della chiesa di Santa Maria Assunta

L'intervento del Vescovo alla Festa della Famiglia

Convegno in occasione della Festa della Famiglia a Troviggiano con il vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi, il parroco don Gabriele Crucianelli e il sindaco Michele Vittori, insieme ai professionisti e alle maestranze che hanno consentito la riapertura dopo il sisma del 2016 della Chiesa di Santa Maria Assunta. Di seguito riportiamo l’intervento del Vescovo. Nella fotogallery le immagini delle coppie che hanno celebrato il loro anniversario al termine dell’incontro con la benedizione di mons. Marconi durante la Santa Messa.

 

di mons. Nazzareno Marconi*

La Chiesa di Santa Maria Assunta, era costituita in prioria come conferma la menzione che sembra più antica riferita da un libro del 1769 stampato ad Osimo: “Osservazioni Critiche sopra le antichità cristiane di Cingoli”: un atto notarile conservato nell’archivio vescovile di Osimo redatto dal notaio Ludovico nel 1248 in cui si citano “Angelus Prior Ecclesiae Sancte Mariae Trevejani” e frate Rinaldo, un converso dello stesso luogo, che svolgevano servizio liturgico presso le Benedettine di Cingoli.

Di poco precedente sarebbe la costruzione della chiesa primitiva, di cui sono ancora oggi ben visibili i resti che ne mostrano forma e dimensione, poiché è stata inglobata nella costruzione attuale. 

La prima chiesa, orientata ad est, si estendeva fino alla penultima cappella, come dimostrano gli archi in pietra e gli affreschi precedenti al 1500. Questa chiesa si può riconoscere meglio dopo gli attuali restauri, che hanno messo in luce, nel sottotetto, la parte sommitale dell’abside. Era, come mostra lo stile presente anche in altre chiese del Cingolano, di epoca tardo Romanica, probabilmente edificata nel passaggio dal romanico al Gotico: l’epoca in cui fu costruita la grande chiesa di Sant’Esuperanzio (cioè dal 1200 al 1250). 

In un documento del 1421 di Mainardo Lambertini sempre conservato ad Osimo, si lamenta che la chiesa sia in crisi di fondi, tanto da non bastare a mantenere anche un solo sacerdote!

Nel 1500 riprese vigore e potere, tanto che fu rimaneggiata ruotandola con la realizzazione di un nuovo portale a sud, ed orientandola verso nord.

Come a Sant’Esuperanzio all’interno della Chiesa troviamo per questo affreschi risalenti al XVI e XVII secolo. 

Nel diciottesimo secolo la struttura fu ampliata e profondamente ristrutturata, ruotandola di nuovo, ma questa volta orizzontandola ad Oves, fino ad assumere le caratteristiche della Chiesa attuale.

Questi sono dati abbastanza certi, mentre l’idea che Troviggiano indichi un luogo dedicato al dio Giano, è piuttosto fantasiosa. L’etimologia del nome, infatti, molto più probabilmente, deriva da un prediale latino, ovvero una denominazione legata alla proprietà terriera di una Gens in epoca romana. Si baserebbe infatti sul nome gentilizio di un antico proprietario romano della zona, presumibilmente identificato con il nome di Trebius o Trebanus. Da cui Fundus Trebianus o Trebejanus “le terre di Trebio” o “proprietà della famiglia Trebiana”. Era questo il nome di una Gens plebea, ben nota a Roma, fin dal secondo secolo avanti Cristo, ne faceva infatti parte Trebius Niger, Storico romano che nel 150 aC assunse la carica di Proconsole per la provincia della Hispania Baetica, la cui opera storica ormai perduta è però citata più volte da Plino il vecchio.

*Vescovo di Macerata

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