2022/04/23 Omelia ordinazione sacerdotale di don Filippo Gobbi e don Luca Riz

23-04-2022

Carissimi figli,

permettete che vi chiami così, senza nulla togliere alle vostre famiglie che vi contornano con affetto ed alla vostra famiglia spirituale dei Figli del Sacro Cuore che vi sostiene con la sua corale preghiera. Oggi, infatti entrate in una fraternità più grande sotto la paternità del vescovo, quella del presbiterio della nostra diocesi di Macerata. Prima che un legame giuridico è questo che significa l’incardinazione come presbiteri in una diocesi.

Pensando a questo giorno, dopo che la Provvidenza ci aveva sorpresi donandovi il diaconato per le mani del Segretario di Stato, che vi saluta con affetto, mi aspettavo che, come minimo vi ordinasse il Papa! Non sarebbe poi stato così strano per degli ex-alunni del Seminario Romano. Il caro Seminario rappresentato qui da vari amici che vi mostrano il loro affetto.

Invece il Signore ha disposto che tutto fosse semplice ed umile, è solo il vostro vescovo che oggi vi ordina con il dono dello Spirito santo. Ma pensando a questa piccolezza feriale di oggi, ho ricordato la bella espressione di S. Agostino: «Battezzi pure Pietro, è Cristo che battezza; battezzi Paolo, è Cristo che battezza; e battezzi anche Giuda, è Cristo che battezza». Non temete, oggi vi ordina il Signore Gesù.

Da preti ne farete subito l’esperienza: “in persona Christi agere” non significa che voi prenderete il posto di Gesù, ma che Lui agirà in voi, si servirà di voi per operare grandi cose.

Per questo l’unica raccomandazione che vi consegno per il vostro sacerdozio è quella di mettervi a completa disposizione dell’azione di Cristo in voi: lasciate che Lui operi, fategli spazio, ricercate la luminosa virtù dell’umiltà. Il legame tra il vostro carisma di Figli del Sacro Cuore ed il vostro presbiterato brilla subito chiaro: non siate più voi a vivere, ma Cristo viva ed operi in voi.

Contemplando Cristo che vi ordina attraverso di me ho lungamente pregato questo vangelo, che la Provvidenza ha davvero disposto oggi proprio per voi. Gesù avanza verso i suoi apostoli meravigliati di vederlo, stende le sue mani perché le vadano, sono trapassate dalle piaghe della croce. Le alza per imporle su loro capo e scopre la ferita del costato, è il suo cuore trapassato che rivela il suo amore per loro. E’ davvero il Sacro Cuore di Gesù che vi viene incontro oggi, è Lui che vi ordina donandovi lo Spirito per il servizio sacerdotale alla sua Chiesa. E le sue parole ritengo debbano guidare il modo peculiare con cui dovrete vivere questo ministero: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati”. Siete inviati a questo nostro mondo di oggi, che vive tanto facilmente lontano da Dio, prima di tutto come ministri della misericordia divina. E’ un mondo di figli prodighi che non sono ancora rientrati in se stessi, non ricordano come si viva bene nella casa del Padre, non hanno ancora nausea di nutrirsi delle carrube dei porci. A loro siete inviati dal Sacro Cuore, a questi figli smemorati del bene, testimoniate la gioia del vangelo. Siate prima di tutto fratelli e padri nello Spirito, preoccupati solo di risvegliare nei cuori la nostalgia della casa del Padre. Siate umili maestri che prendono per mano i fratelli e li accompagnano a rientrare in sé stessi, a vedere con verità quanto sta cadendo in basso questo nostro mondo ricco di soldi e di superbia, ma sempre più povero di verità e dello Spirito di Dio. Tenete sempre davanti agli occhi l’immagine di questo momento in cui il Sacro Cuore di Gesù viene verso di voi imponendo le mani sul vostro capo per donarvi lo Spirito santo.

Non dimenticate mai nel vostro ministero che quelle mani che vi ordinano presbiteri sono trapassate dalle piaghe. Nella visione contemplativa, santa Angela da Foligno, vedendo Gesù che le mostrava queste sante piaghe si sentì dire: “Vedi Angela? Non ti ho amata per scherzo!”. Gesù non vi ha amati per scherzo e nel farvi suoi ministri vi invia ad amare i fratelli, soprattutto i più dimenticati, lasciandovi ferire le mani ed il cuore.

Il ministero che vi affido è ministero d’amore nel quale “le gioie ed i dolori le tristezze e le angosce degli uomini di oggi” ci debbono trapassare le mani ed il cuore. Ciò che farete, con queste mani consacrate per benedire, per assolvere, per spezzare il pane, per sollevare le anime verso Cristo, fatelo con mani piagate. Lasciatevi trapassare il cuore dall’amore di Cristo, perché tutto sia fatto nella forma più umile ed ordinaria, ma trapassato da un amore straordinario per il Padre e per i fratelli.

Carissimi, i fratelli che incontrerete nel ministero, accecati da un mondo che mantiene nelle tenebre, faranno fatica a vedere il Signore. Sembrerà loro lontano come un fantasma, come accadde ai discepoli nei primi incontri con il Risorto, ma se vedranno le piaghe dell’amore sulle vostre mani e nel vostro cuore, se non li amerete “per scherzo”, attraverso queste piaghe potranno intravvedere un amore più grande, quello che Dante indica così: “l’Amor che move il sole e l’altre stelle”. Di questo amore del Padre voi ora siete costituiti testimoni di fronte al mondo, siate sempre coscienti della grandezza di questa vocazione e della piccolezza del vostro essere e come Tommaso ripetete con stupore e gratitudine: “mio Signore e mio Dio”.