2023/04/08 Omelia Solenne Veglia Pasquale

08-04-2023

In questa Veglia abbiamo fatto un cammino di ascolto di tante letture, il loro contenuto è una sintesi della storia della salvezza, quel percorso storico che va da Adamo a Gesù in cui Dio si è sempre meglio fatto conoscere all’uomo, ma così anche l’uomo si è meglio conosciuto, nei suoi lati luminosi ed in quelli più oscuri.

Incontrando Dio, infatti, l’umanità si rispecchia e si comprende nel profondo. È l’esperienza fatta da San Francesco alla Verna dopo l’estasi delle stimmate, in cui specchiandosi in Gesù crocefisso si era ritrovato anche lui trapassato dai chiodi, dicendo: «Chi se’ tu, o dolcissimo Iddio mio? Che sono io, vilissimo vermine e disutile servo tuo?» (FF 1915).

La storia della salvezza, come disse San Paolo VI nella veglia pasquale del 1966 (57 anni fa): “è la storia spirituale del mondo, che presenta il dialogo educativo, costante e paziente di Dio con l’umanità. Un dialogo pieno di contrasti: fra le tenebre esteriori e la luce, fra la morte e la vita, fra il peccato e la grazia, fra la beatitudine di chi è in contatto con la vita stessa, Dio, e l’oscurità di chi non lo è”.

Il percorso di queste letture ci racconta l’uomo, un essere piccolo e fragile in un universo immenso, che però può fare grandi cose sia nel bene che nel male.

La prima lettura descrive il creato, Dio ogni giorno ce lo offre come un dono ed un compito, possiamo farne un giardino o un deserto. Tutto dipende dalla nostra libertà usata bene o male: possiamo stare nella luce della fiducia in Dio, o tornare alle tenebre del nulla.

La seconda lettura narra come Abramo esca dalla notte dei suoi dubbi ed impari a fidarsi di Dio, anche quando il Signore sembra chiedere qualcosa che Abramo non riesce a capire, anzi che gli sembra assurdo. Ma Abramo ha preferito la luce alle tenebre e Dio ha illuminato il suo cammino.

La lettura dell’Esodo racconta il difficile cammino di Israele: si trattava di uscire dalla notte di una schiavitù comoda a cui si erano abituati, per entrare nella luce di una liberazione che però costava fatica, comportava responsabilità e sacrificio.

La profezia di Isaia riafferma che questo cammino verso la libertà può fondarsi solo nel legame d’amore, che lega Dio ed il suo popolo.

Nell’oracolo della quinta lettura, ancora tratta da Isaia, Dio rivela che questo legame tra Lui e noi si regge solo sul suo amore gratuito. Ad un uomo fragile e vacillante, che spesso si incammina verso le tenebre, la Parola di Dio indica la strada della luce, la via di una alleanza sempre rinnovata.

La sesta lettura, tratta dal profeta Baruc, è un invito a scoprire il valore del limite: la legge di Dio ci insegna a vivere, mostrando che i desideri e i diritti senza limiti dei forti gettano la vita dei deboli nelle tenebre. La legge di Dio, ponendo un limite all’egoismo umano, fonda le giuste relazioni con sé stessi, con Dio e con i fratelli.

Ezechiele nella settima lettura proclama che vivere tutto questo sarà finalmente possibile, perché Dio donerà all’uomo un cuore nuovo. Un cuore di carne, non di pietra, che lo mantenga nell’alone di luce di Dio e del bene.

Con la lettera ai Romani questa promessa diventa realtà: il battesimo ha operato in noi questo “trapianto di cuore”, l’uomo nuovo può vivere una vita nuova, può amare Dio ed i fratelli se resta unito a Cristo Risorto e riceve dal suo Spirito la forza di seguirlo ogni giorno sulla via della luce e del bene.

Questo è l’annuncio gioioso della Pasqua che il vangelo ha proclamato: si può risorgere con Cristo ogni giorno, si può uscire delle tenebre e fare un passo verso la luce, si può essere uomini nuovi animati dallo Spirito del Risorto.

Cristo è risorto, usciamo dai sepolcri del nostro egoismo, dei cuori induriti e senza speranza, delle menti fredde e calcolatrici, delle mani paralizzate perché troppo strette sulle cose e poco aperte ad abbracciare le persone.

Cristo è risorto, risorgiamo con Lui. Buona Pasqua.

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