Discorso per il 40° Pellegrinaggio Macerata – Loreto

09-06-2018

Eminenze, Eccellenze, carissimi fratelli e sorelle,
benvenuti a Macerata!
La nostra chiesa diocesana vi accoglie con gioia in questo quarantesimo pellegrinaggio. Mons. Vecerrica ha detto che è stata la Madonna ad inventare tutto questo, ma noi non dimentichiamo che lo ha fatto anche grazie ad un prete maceratese, “piccolo ma tosto”, che tutti continuiamo a chiamare affettuosamente don Giancarlo. Grazie don Giancarlo, grazie a tutti i tuoi “giovani inossidabili” che continuano da 40 anni a portare avanti questa impresa della fede.
Per comprendere e vivere il tema del pellegrinaggio: “che cercate?”, non basta ripetere queste parole, ma bisogna immedesimarsi in questo brano di vangelo, in cui Gesù si volge, guarda fisso negli occhi i discepoli e fa loro questa domanda: “che cercate?”.
Fratello, sorella che ti prepari a camminare in questa notte di grazia, il Signore si rivolge a te, lasciati guardare da Lui, vedi brillare i suoi occhi e prova a rispondergli. Che cosa cerca davvero il mio cuore? Qual è il desiderio profondo della mia vita?
Sant’Ignazio insegna negli Esercizi Spirituali che la preghiera inizia “contemplando Cristo nostro Signore” (Eser. 47) e poi “domandando a Dio nostro Signore ciò che voglio e desidero” (Eser. 48). Lungo questa notte apriamo il cuore a Dio, lasciamoci guidare dallo sguardo di Gesù a trovare i nostri desideri più profondi e più veri, e se necessario ad indirizzarli al vero bene.
Un’antica preghiera dice: “Esaudisci Signore il desiderio del nostro cuore e se non è secondo la tua santa volontà, guarisci il nostro cuore, perché impari a desiderare ciò che Tu vuoi”.
Oggi, festa del Cuore Immacolato di Maria, la Madre della Misericordia, patrona della nostra città che si vanta perciò del titolo di “Civitas Mariae” vi accompagni. 25 anni fa San Giovanni Paolo II, in piazza della Libertà, ricordando questo titolo, deciso con unanime consenso degli Amministratori cittadini nel 1952, dopo una domanda popolare sostenuta dalle firme di oltre 20.000 maceratesi, ci disse: ““Civitas Mariae” è un titolo impegnativo, un titolo che una Comunità civile deve, in un certo senso, “meritarsi” e ogni giorno confermare col suo concreto stile di vita. Uno stile che rifletta in qualche modo quello di Maria. Quali sono le caratteristiche di un simile stile di vita? Per rispondere sceglierei tre parole: sobrietà, accoglienza, servizio”. Che San Giovanni Paolo II ci benedica dal cielo.

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