Meditazione suggerita in preparazione all’ordinazione episcopale

01-07-2014

“Si avvicinò e camminava con loro” (Lc 24, 15)

 

Emmaus ha una grande importanza, perché ci fa conoscere in pienezza lo stile di Gesù.

E’ importante conoscere lo stile di Gesù, perché la nostra fede non è una religione come le altre, il Cristianesimo è prima di tutto una sequela, un camminare dietro a Gesù, un regolare il passo della nostra vita sul Suo passo. Non a caso ci chiamano Cristiani, perché cerchiamo in ogni modo di assomigliare a Lui.

Qui è tutto il segreto della vita, perché noi crediamo che Lui è la Vita.

Questo è il comportamento più vero perché Lui è la Verità.

Questa è la strada più sicura per il bene, perchè Lui è la Via.

Ed ecco che Colui che è Via, Verità e Vita, si mette a percorrere la via degli uomini. Dovremmo meravigliarci, perché quando Gesù inizia a camminare con loro, i due di Emmaus stavano andando nella direzione sbagliata. Infatti poi, quando scopriranno la verità, torneranno indietro di corsa.

Noi avremmo intimato loro l’alt, urlato dall’alto dei cieli che stavano sbagliando, scagliato un fulmine per fermarli. Ma questo non è lo stile di Gesù.

Egli prima di tutto e più di tutto è: “il Dio che si avvicina”. In Lui si rivela un volto di Dio che sconvolge ed entusiasma. Un Dio che si fa vicino, che si fa prossimo. Come il buon samaritano Gesù non aspetta che noi andiamo verso di Lui, ma è Lui che si fa prossimo, che si avvicina per sentire la fatica della nostra vita, il peso della giornata e del caldo, la tristezza e la delusione che porta con sé percorrere la via sbagliata. Questo nostro Dio che si fa prossimo, si pone umilmente in ascolto delle fatiche e delle delusioni dell’uomo che sbaglia e gli fa sentire il calore della Sua presenza, la vicinanza di un Amico che cammina con te senza, prima di tutto, giudicare e condannare.

Non comprenderemmo però appieno lo stile di Gesù se pensassimo che basta limitarsi a non giudicare, a non intervenire verso chi sbaglia per assomigliargli. Gesù è la verità e non teme di fare verità nella vita degli uomini. “Stolti e tardi di cuore” dirà loro, senza mezze misure, per scuoterli dalla loro triste abitudine a camminare in direzione sbagliata. Ma lo farà dopo avere ben piantato nei loro cuori la certezza che quell’uomo che si è fatto vicino è davvero interessato a loro, condivide le loro tristezze e la loro gioie, è un fratello nell’umanità, con tutto il peso che ha questa parola.

E la prima parola di questo compagno di viaggio è tutto un programma: “che sono questi discorsi?”. E’ la domanda di chi cammina vicino per conoscere, di chi è interessato a chi sei e cosa provi nel cuore, di chi ascolta le tue parole con la simpatia umana di uno che vuol capire, che vuol raggiungere la comprensione piena del tuo cuore.

Quanto ci manca questo stile di ascolto di Gesù, nel nostro mondo così distratto davanti all’umano!

I migliori cervelli oggi si industriano per riuscire a trovare la formula che standardizzi la vita, che trasformi le persone in numeri, in cifre, in sigle. Ci stanno riducendo ad un numero binario, fatto solo di 1 e 0, perché il computer lo preferisce. Il mondo dei computer è senza sfumature, bianco o nero, acceso o spento, 1 o 0. E l’uomo deve entrare dentro questo schema, tutto ciò che esula è inutile. Il mistero dei mille colori dell’uomo ridotto in bianco e nero. Questa cultura dello standard e del disinteresse per ciò che non si misura, non si vende e non si compra, non è la via di Emmaus, la vera via sbagliata che dovremmo abbandonare prima possibile.

Gesù ci invita a camminare a fianco dei fratelli uomini, con il suo stile, con il suo interesse del cuore, con l’attenzione alla bellezza, perché ogni uomo, anche quello che ha sbagliato tutto, è un prodigio di Dio, che deve essere solo restaurato alla sua originaria bellezza.

Camminare su questa via, acquisire questo stile è costruire il Regno di Dio, cioè una civiltà nuova, quella civiltà dell’amore desiderata da tutti gli uomini di buona volontà, che dobbiamo sempre più sentire fratelli in questa impresa.

 

Buon cammino a tutti

Don Nazzareno, il Vescovo.

 

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