Carissimi, non vi sembrerebbe strano che in una festa di compleanno quasi tutti gli invitati si disinteressano del Festeggiato, per concentrarsi solo sulla torta e le candeline? Eppure, proprio questo è quanto accade in ogni Natale.
Per cui almeno qui, in Chiesa, cerchiamo di centrare l’attenzione sul Festeggiato del Natale, su Gesù il figlio di Dio fatto uomo, che il Credo di Nicea, 1700 anni fa, ispirandosi proprio a questa pagina iniziale del Vangelo di Giovanni che abbiamo appena proclamato, definiva “Luce da Luce”, quella luce vera venuta nel mondo per illuminare ogni uomo.
L’immagine ed il mistero della luce sono usati da Giovanni per descrivere ciò che il Signore Gesù, facendosi uomo, è venuto a fare per noi. E non solo per i cristiani, ma per ogni uomo.
Gesù è venuto ad illuminare i cuori umani, che spesso brancolano nel buio.
Ma in questo Vangelo ci sono tre elementi connessi con il simbolo della luce: prima di tutto ci sono le tenebre, l’opposto della luce. Una realtà pervasiva nel mondo, che cerca di opporsi alla missione di Gesù: illuminare i cuori dell’umanità. Non è necessario soffermarsi a lungo su questo tema, basta guardarsi attorno per vedere quanto è proposto e propagandato ovunque un “anti-Vangelo”, un insegnamento che si oppone alla fede, che si oppone alla fraternità umana, che si oppone al riconoscimento della dignità di ogni uomo come figlio di Dio, in tutta la sua vita, dal concepimento fino alla sua morte naturale.
Ma il Vangelo di Giovanni non presenta solo il contrasto tra due elementi: la luce e le tenebre. Infatti, definisce quella di Gesù come “la luce vera”, caratterizzata perché illumina il cuore dell’uomo e perché si rivolge ad ogni uomo.
Questo lascia intendere che non dobbiamo guardarci solo dalla realtà delle tenebre, cioè dall’opposizione chiara e palese, purtroppo tanto presente nel mondo, contraria all’insegnamento di Gesù e del suo Vangelo. Ma dobbiamo anche, da veri figli della luce, essere più scaltri dei figli delle tenebre e soprattutto di Colui che è il Tenebroso per eccellenza. E da scaltri figli della luce, dobbiamo imparare a riconoscere anche la falsa luce, che cerca di diffondersi nel mondo. La Bibbia definisce il Padre delle tenebre come “il grande falsario” ed “il mentitore”. È perciò necessario essere scaltri, vivere sapientemente il discernimento, perché a volte la lotta non è contro le tenebre, ma contro una luce falsa, un insegnamento bello ma ingannevole, uno stile di vita attraente, ma che porta al male.
Questo bellissimo brano di Giovanni ci dà due indicazioni per riconoscere “la luce vera” di Cristo. La prima indicazione è che: “questa luce illumina”. Giovanni vuol dire che siamo certi di accogliere il vero insegnamento di Gesù, quando questo ci illumina, quando ci rivela che eravamo nelle tenebre, quando non si limita a dire che siamo già a posto, che siamo già luminosi, che siamo capaci di trovare la strada giusta da soli. Riconoscere la vera luce dalla falsa luce, riconoscere il vero messaggio del Vangelo, richiede sempre l’umiltà di non credersi già saggi, già perfetti, già arrivati. Tutti abbiamo e avremo sempre bisogno di conversione ed è un bel segno se, nello sforzarci di ascoltare il Vangelo di Cristo, ci sentiamo invitati a scomodarci, a metterci in discussione, a sentire che c’è ancora tanto da camminare. Questo è il segnale che la luce ci sta illuminando e che quindi è la luce vera.
Poi la luce, quella vera, dice San Giovanni, illumina “ogni uomo”. Perché l’insegnamento evangelico è davvero un insegnamento universale, rivolto da Cristo a tutta l’umanità, di ogni tempo e di ogni luogo. Perciò ogni volta che la nostra supposta comprensione del Vangelo ci spinge a rinchiuderci in un club, a sentirci una lobby di privilegiati, ad accontentarci di una speranza di salvezza che riguardi solo noi e lasci il resto dell’umanità fuori dalla porta, possiamo essere certi che questa non è la vera luce. Chi non sente profondamente nel cuore il desiderio di impegnarsi con tutte le forze che Dio gli dona, per portare la luce di Cristo ricevuta dal suo Vangelo fino agli estremi confini della terra, per condividerla con ogni fratello in umanità, è lontano dalla sorgente della luce vera, quella che è venuta nel mondo per illuminare ogni uomo. La luce vera, infatti, trasmette al cuore di chi la accoglie proprio questo desiderio universale di salvezza.
Questo è il messaggio che ci viene consegnato dal bellissimo prologo di San Giovanni, culmine della celebrazione liturgica del Natale: che la luce vera, quella che illumina ogni uomo e che oggi è venuta nel mondo, ci renda davvero figli della luce, luminosi della chiara luce del Vangelo, portatori dell’annuncio di salvezza fino al più profondo dei cuori e fino agli ultimi confini della terra.
Buon Natale.
