Omelia Ingresso in Diocesi

27-07-2014

Carissimi fratelli,

nella mia vita di fede ho sempre creduto e sperimentato che il Signore ci nutre ogni giorno con la Sua Parola, per questo cerco di non cambiare mai le letture del giorno scelte dalla liturgia e di fare l’omelia sul loro messaggio fondamentale, fidandomi più di Dio che delle mie idee, su ciò che sarebbe ogni giorno più adatto e più giusto dire. Il Signore mi ha donato spesso delle conferme, dei piccoli segni per incoraggiarmi su questa strada. Uno di questi segni è legato a questo giorno. Quando ho scelto il motto episcopale, non era ancora fissata nè la data di ordinazione, né quella di ingresso in diocesi, così il fatto che la prima lettura di oggi citi proprio il mio motto episcopale, lo potete leggere come un caso davvero strano. Io ci leggo un piccolo segno del Signore, che mi invia a continuare col mio stile.

La parola che unifica le letture di questa domenica è: “Regno”. Salomone nella prima lettura si riconosce incapace di poter regnare per conto di Dio su un popolo così grande e numeroso e chiede a Dio, che lo ha posto come re, l’aiuto, il sostegno. Chiede il dono soprannaturale di un cuore docile, di un cuore capace di ascoltare.

Ascoltare con le orecchie è facile, è un’azione passiva, ma spesso è falsa. Le orecchie ascoltano, ma il cuore è lontano. Ascoltare col cuore è aprirsi all’altro, guardare anche un po’ con i suoi occhi, sentire le sue gioie e le sue paure, condividere le sue speranze ed i suoi fallimenti. Questo tipo di ascolto fa la differenza. Allora ci si capisce nel profondo e si trovano vie nuove per camminare insieme.

Non si può regnare sul popolo di Dio, mettendosi a servizio del regno di Dio, se non a partire dalla disponibilità ad un tale ascolto. Per questo Salomone chiede al Signore un cuore che ascolti così sia Dio che il Suo popolo.

Così il suo modo di regnare sarà diverso dai regni umani, i quali non offrono l’ascolto, ma lo pretendono. I potenti di questo mondo si comportano infatti spesso da padroni delle persone, pretendendo di essere sempre ascoltati ed obbediti senza discussioni. Il regno sullo stile di Dio si attua all’opposto come un servizio, come attenzione ed accoglienza, come disponibilità all’ascolto profondo del cuore, perché tutti vivano nel bene e si sentano amati.

Questo è regnare, per conto di Dio, su un popolo numeroso.

Ma l’annuncio che Gesù ci dà è ancora più bello e per questo nel nuovo testamento il regno di Dio è un tesoro prezioso, è una perla di rara bellezza, per la quale vale la pena di vendere tutto. Un tesoro per conquistare il quale vale la pena di impegnarsi in maniera seria.

Gesù ci invita ad impegnarci in pienezza con tutto noi stessi perché il regno di Dio si compia sulla terra, secondo l’annuncio che Lui ha dato. Il regno che Gesù annuncia, è molto più del regno di qualcuno in nome di Dio, come era stato al tempo di Salomone. Con Gesù, Regno di Dio, vuol dire che  Dio stesso viene direttamente a regnare sul mondo. Per questo il vangelo è una novità, una notizia, la buona notizia della storia umana.

Regnare vuol dire: reggere, guidare, sostenere, indirizzare, tracciare il cammino ed il Regnare di Dio significa perciò che l’umanità accetta di lasciarsi guidare, reggere sostenere e  condurre da Dio.  L’inizio del peccato e del fallimento dell’uomo è sempre il rifiuto di questo regnare di Dio su di noi. Per questo Gesù ci ha insegnato a chiedere, prima di tutto: “Venga il tuo regno”.

Dio non ci propone il Suo Regno per opprimerci, come dice il tentatore, ma per donarci la vera libertà, per liberarci dal male. Non abbiate paura, lasciate che il Signore regni nei vostri cuori!

Tutti i momenti più belli e luminosi della mia vita sono nati sempre quando ho iniziato a fare spazio a Dio, quando ho lasciato che  venisse il suo regno e non il mio, che si compisse la Sua e non la mia volontà. Non mi sono mai pentito di essermi fidato dell’amore di Dio.

Il Vescovo Claudio, con le sue parole belle e sapienti, ci ha ricordato varie immagini del vescovo. Due di queste sono anche le immagini predilette dalla Bibbia per mostrare come Dio regna su di noi. Sono quelle dello sposo e del pastore.

Il regnare di Dio è regnare “per amore e con amore”, come uno sposo che guida la vita della sua famiglia.

Il regnare di Dio è condurre con sapienza il suo gregge verso il bene, difendendolo dal nemico, come un buon pastore che offre la sua vita per le sue pecore.

La missione che abbiamo davanti è questa: padre e figli, pastore e gregge, camminare con fede lasciando che Dio regni nella vita di ciascuno per condurre i fratelli al bene.

Il vescovo è come un dito puntato verso il sole che è Dio, non guardate il dito, se non per volgere lo sguardo al sole e lasciarvi illuminare.