Nasce la “Casa di Bethlem”, opera della Diocesi di Macerata a servizio degli ultimi

Stamattina, presso l’Aula Rossa della Domus San Giuliano, alla presenza del vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, del direttore della Caritas diocesana Denis Marini e del presidente dell’Associazione Medici Cattolici (Amci) di Macerata dott. Andrea Corsalini, si è svolta una conferenza stampa per presentare il progetto “Casa di Bethlem”.

La nuova struttura di prima accoglienza “Casa di Bethlem” , nel centro storico di Macerata,  è la risposta diocesana al bisogno di un letto ed un pasto caldo per i senza fissa dimora o per chi si trova in una situazione di disagio abitativo.

“Casa di Bethlem” sarà inaugurata nelle prossime settimane ed ospiterà anche un ambulatorio gestito da medici volontari dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.

 

Da quanto emerge dai dati Inps, il 2022 si conferma essere un anno di crescita economica per la regione Marche, con una costante crescita della domanda di lavoro. Tuttavia, in questi ultimi mesi si sta delineando una situazione straordinaria, con le aziende che scelgono di ridurre la produzione a causa dell’aumento dei costi dell’energia, sebbene abbiano ordini e commesse. L’ondata della crescita economica iniziata dalla seconda metà del 2021 si sta esaurendo ed il sistema economico marchigiano è destinato a subire contraccolpi con effetti pesanti sui lavoratori più fragili ed esposti.

 

In questo anno, si è registrato presso i nostri Centri di Ascolto parrocchiali un considerevole aumento di richieste di aiuto e di sostegno provenienti da persone con un passato e/o un presente segnato da dipendenze o da problemi psichici.

 

È stata riscontrata la forte difficoltà dei soggetti più deboli a mostrare garanzie presso le agenzie immobiliari e il notevole incremento di persone senza fissa dimora o con problemi di alloggio che si sono rivolti alla Caritas Diocesana o sono stati segnalati dai servizi sociali, da persone comuni o da Caritas parrocchiali.

 

Purtroppo ad oggi, vista la mancanza di una struttura ad hoc, la risposta che siamo stati in grado di dare è stata un soggiorno pagato presso una struttura ricettiva legata alla Diocesi, ma con disponibilità contingentate.

 

Tenuto conto di questa esigenza manifestata sempre di più dalla Caritas negli ultimi tempi, dopo mesi di ricerca e trattative, la Diocesi è riuscita a trovare un edificio idoneo da adibire alla pronta accoglienza, con spazi adeguati per una mensa, e pronto per essere inaugurato nelle prossime settimane.

 

La Casa di Bethlem, gestita dalla Caritas diocesana, è situata in via Gioberti n° 6 a Macerata.

 

La guida della struttura si poggerà sull’azione degli operatori Caritas e dei volontari, che garantiranno agli ospiti un servizio di accoglienza adeguato.

 

L’edificio, un ex dormitorio dell’Università recentemente ristrutturato, sarà in grado di accogliere oltre 50 persone ed ospiterà un ambulatorio gestito dall’Ass. Medici Cattolici (Amci) che garantiranno, all’interno di uno ‘Sportello Salute’, visite ambulatoriali per coloro che non hanno una residenza e non possono quindi accedere al servizio del medico di base e un accompagnamento alle famiglie di stranieri con casi di malattie rare che spesso non sanno quali cure siano disponibili nel territorio nazionale.

 

L’esperienza di accoglienza e di animazione degli ultimi è un tesoro da investire per coinvolgere le comunità di Macerata e dei paesi limitrofi nelle varie attività di servizio all’interno della nuova struttura.

Per la sostenibilità economica del progetto occorrerà potenziare la collaborazione con i soggetti pubblici e privati del territorio, affinché possano apportare delle risorse proprie (sotto forma di servizi, beni e offerte in denaro) utili al raggiungimento degli obiettivi fissati.

 

In sintesi
Per chi non ha casa: un ambiente pronto a accogliere quanti sono nel bisogno, sofferenti e smarriti, che sperimentano la precarietà di chi ha perso tutto.

Per accogliere le storie degli ultimi: sarà luogo di incontro tra le persone che vivono il dramma di non sapere dove passare la notte, dando loro un caldo ristoro, e tra tanti di noi che vivono la solitudine, trovando una famiglia accogliente.

 

Per metterci a servizio: le fondamenta saranno il servizio di tante realtà associative e di tutti i volontari che vorranno collaborare insieme, ciascuno con le proprie attitudini, competenze e capacità, permettendo di vivere un’esperienza di Carità concreta.